Che cos’è una Tensione Cognitiva?
Ogni giorno conviviamo con decine di domande a cui non possiamo rispondere immediatamente.
Il messaggio che non riceve risposta.
L’esito di un colloquio.
Una decisione importante.
Un referto medico.
Il dubbio su una relazione.
Oppure domande molto più grandi.
Esiste davvero il libero arbitrio?
Che cos’è la coscienza?
Che cosa succede dopo la morte?
Perché siamo qui?
La maggior parte delle persone considera queste situazioni semplicemente come momenti di incertezza.
MessyMind propone una prospettiva leggermente diversa.
Prima ancora che nascano l’ansia, l’overthinking o un Loop Mentale, esiste una condizione più fondamentale.
Una condizione che sperimentiamo tutti.
È ciò che il Framework chiama Tensione Cognitiva.
Comprendere questo concetto significa comprendere il punto di partenza dell’intero Framework Cognitivo di MessyMind.
Infatti, quasi tutti gli articoli del sito — dalle grandi domande esistenziali ai contenuti sui Loop Mentali fino al Metodo I.R.O.N.I.A. — ruotano attorno a questo meccanismo.
Perché questo concetto è così importante?
Per molti anni si è parlato soprattutto di overthinking.
Di ruminazione.
Di stress.
Di ansia.
Tutti fenomeni reali.
Ma osservandoli più da vicino emerge una domanda.
Che cosa accade prima che una persona inizi a pensare ossessivamente?
Che cosa succede prima che un dubbio diventi un pensiero ricorrente?
Secondo MessyMind esiste quasi sempre un momento precedente.
Un momento nel quale la mente incontra qualcosa che non riesce ancora a comprendere, prevedere o controllare.
È in quel momento che nasce una Tensione Cognitiva.
Non è ancora un problema.
Non è ancora un Loop.
È semplicemente la naturale conseguenza dell’incontro tra ciò che desideriamo sapere e ciò che, almeno per il momento, non possiamo conoscere con certezza.
Per questo motivo la Tensione Cognitiva rappresenta il vero punto di ingresso del Framework.
Non tutti svilupperanno un Loop Mentale.
Non tutti entreranno in overthinking.
Ma tutti, prima o poi, sperimenteranno una Tensione Cognitiva.
Che cos’è una Tensione Cognitiva?
Nel Framework di MessyMind una Tensione Cognitiva è definita così.
Una Tensione Cognitiva è la distanza percepita tra ciò che la mente desidera comprendere, prevedere o controllare e ciò che, in quel momento, non può conoscere, prevedere o controllare completamente.
Questa distanza può durare pochi secondi.
Oppure mesi.
Può riguardare una decisione quotidiana.
Oppure una delle grandi domande dell’esistenza.
L’aspetto importante è che la Tensione Cognitiva non nasce perché il cervello “funziona male”.
Nasce perché il mondo è, inevitabilmente, più complesso di quanto possiamo conoscere in ogni istante.
Possiamo immaginarla così.
La mente desidera una risposta
↓
La realtà non può ancora offrirla
↓
Nasce una Tensione Cognitiva
Questa condizione è normale.
È universale.
Ed è anche profondamente utile.
Senza Tensioni Cognitive non cercheremmo nuove informazioni.
Non impareremmo.
Non faremmo ricerca.
Non costruiremmo nuove conoscenze.
Il problema, quindi, non è la presenza della Tensione.
La domanda davvero interessante è un’altra.
Che cosa fa la nostra mente quando prova a ridurla?
È da qui che inizia il resto del Framework Cognitivo di MessyMind.
Che cosa NON è una Tensione Cognitiva
Prima di approfondire il funzionamento del Framework è importante evitare alcuni equivoci.
La Tensione Cognitiva non è un nuovo nome per concetti già esistenti.
Non è sinonimo di ansia.
Non coincide con un Loop Mentale.
Non è una diagnosi psicologica.
È un concetto che descrive una fase precedente.
Per capire meglio la differenza può essere utile confrontarla con altri termini spesso utilizzati.
| Non è… | Perché |
|---|---|
| Ansia | Una Tensione Cognitiva può esistere anche senza ansia. Molte tensioni vengono affrontate con serenità. |
| Stress | Lo stress riguarda la risposta dell’organismo a richieste percepite come elevate. La Tensione Cognitiva riguarda invece un problema di comprensione, previsione o controllo. |
| Bias cognitivo | I bias influenzano il modo in cui interpretiamo la realtà, ma non sono la Tensione stessa. |
| Loop Mentale | Un Loop è uno dei possibili sviluppi di una Tensione Cognitiva, non la sua definizione. |
| Overthinking | L’overthinking è una manifestazione osservabile che può comparire quando un Loop Mentale si autoalimenta. |
Questa distinzione è fondamentale.
Se confondessimo questi concetti, il Framework perderebbe gran parte della sua utilità.
MessyMind propone infatti una sequenza precisa.
Tensione Cognitiva
↓
La mente cerca di ridurla
↓
Può riuscirci
oppure
↓
Può svilupparsi un Loop Mentale
↓
Può comparire l'Overthinking
Ogni fase descrive qualcosa di diverso.
Comprendere questa differenza permette di osservare con maggiore precisione ciò che accade nella nostra mente.
Perché nasce una Tensione Cognitiva?
La risposta più semplice è questa.
Perché il nostro cervello costruisce continuamente modelli della realtà.
Ogni giorno prova ad anticipare ciò che accadrà.
Interpreta il comportamento delle altre persone.
Formula ipotesi.
Prende decisioni.
Aggiorna continuamente le proprie aspettative.
Gran parte del tempo questo processo funziona molto bene.
Se lasci cadere una tazza, prevedi che cadrà a terra.
Se il semaforo diventa verde, ti aspetti che le auto ripartano.
Se una persona sorride, immagini che sia ben disposta nei tuoi confronti.
Il cervello è, in un certo senso, una macchina che costruisce previsioni.
Il problema nasce quando queste previsioni non sono più sufficienti.
Quando manca un’informazione importante.
Quando il futuro è incerto.
Quando non possiamo sapere quale decisione sia quella giusta.
Oppure quando ci troviamo davanti a domande che, almeno oggi, non hanno una risposta condivisa.
È proprio in questi momenti che compare una Tensione Cognitiva.
Non perché il cervello stia sbagliando.
Ma perché sta incontrando uno dei limiti inevitabili della conoscenza.
Le Tensioni Cognitive sono inevitabili
Uno degli aspetti più importanti del Framework è questo.
Le Tensioni Cognitive non rappresentano un difetto della mente.
Sono una conseguenza inevitabile del fatto che viviamo in un mondo complesso.
Se dovessimo eliminare ogni Tensione Cognitiva, dovremmo eliminare anche.
- la curiosità;
- la ricerca;
- l’apprendimento;
- la creatività;
- la capacità di porci domande.
In altre parole.
Dovremmo rinunciare a una parte fondamentale dell’esperienza umana.
Per questo motivo l’obiettivo di MessyMind non è eliminare le Tensioni Cognitive.
L’obiettivo è comprendere come la mente cerca di gestirle.
Perché, nella maggior parte dei casi, ci riesce senza difficoltà.
Solo in alcune circostanze quella strategia può diventare rigida, ripetitiva e iniziare ad autoalimentarsi.
Ed è proprio in quel momento che il Framework introduce il concetto di Loop Mentale.
Le principali fonti di Tensione Cognitiva
Anche se ogni persona vive esperienze diverse, le Tensioni Cognitive tendono a nascere da un numero relativamente limitato di situazioni.
Il contenuto cambia.
Il meccanismo, invece, rimane sorprendentemente simile.
Per questo motivo il Framework di MessyMind distingue diverse sorgenti di Tensione Cognitiva.
Non per classificare le persone.
Ma per comprendere meglio da dove nasce il bisogno di trovare una risposta.
Tensione informativa
È la forma più semplice.
Ci manca un’informazione.
Aspettiamo un messaggio.
Un risultato.
Un documento.
Una risposta.
Finché quell’informazione non arriva, la mente continua naturalmente a formulare ipotesi.
Nella maggior parte dei casi la Tensione si risolve appena riceviamo la risposta.
Tensione decisionale
Qui il problema non è la mancanza di informazioni.
È la presenza di più alternative.
Cambiare lavoro.
Accettare un’offerta.
Trasferirsi.
Lasciare una relazione.
Ogni scelta comporta la rinuncia a possibilità diverse.
Per questo motivo il cervello continua a confrontare scenari, vantaggi e rischi.
Anche questa è una forma normale di Tensione Cognitiva.
Tensione relazionale
Le relazioni sono ricche di informazioni incomplete.
Non possiamo conoscere con certezza le intenzioni degli altri.
Possiamo interpretarle.
Possiamo fare ipotesi.
Ma una parte dell’esperienza dell’altra persona rimarrà sempre fuori dalla nostra osservazione.
Domande come.
- Mi sta evitando?
- È arrabbiato con me?
- Ho detto qualcosa di sbagliato?
nascono proprio da questa forma di Tensione Cognitiva.
Tensione professionale
Anche il lavoro genera continuamente situazioni ambigue.
Un feedback poco chiaro.
Una promozione incerta.
Una riorganizzazione aziendale.
Una candidatura.
Finché non arrivano informazioni sufficienti, la mente prova naturalmente ad anticipare ciò che potrebbe accadere.
Tensione esistenziale
Esiste infine una categoria particolare.
Le domande che, almeno oggi, potrebbero non avere una risposta definitiva.
Per esempio.
- Che cos’è la coscienza?
- Esiste davvero Dio?
- Che cosa succede dopo la morte?
- Esiste il libero arbitrio?
- Qual è il significato della vita?
Queste domande hanno una caratteristica unica.
A differenza di un messaggio o di un colloquio di lavoro, potrebbero non ricevere mai una risposta universalmente condivisa.
Per questo motivo possono accompagnare una persona per molti anni.
Molti dei Gateway di MessyMind nascono proprio da queste Grandi Domande.
Ad esempio:
- Perché ci dà così fastidio non sapere?
- Perché abbiamo paura della morte? -Perché si ha bisogno di credere in Dio?
Questi articoli non cercano di eliminare le domande.
Aiutano piuttosto a comprendere perché alcune di esse possano diventare particolarmente rilevanti per la nostra mente.
Come la mente cerca naturalmente di ridurre una Tensione Cognitiva
Una volta che nasce una Tensione Cognitiva, il cervello non rimane passivo.
Cerca naturalmente di ridurla.
Può farlo in molti modi.
Cercando nuove informazioni.
Prendendo una decisione.
Chiedendo un chiarimento.
Aspettando che arrivino nuovi dati.
Oppure accettando che, almeno per il momento, una risposta non sia disponibile.
Nella maggior parte dei casi questo processo funziona molto bene.
La Tensione diminuisce.
La mente aggiorna il proprio modello della realtà.
E il problema si chiude.
Possiamo rappresentarlo così.
Nasce una Tensione Cognitiva
↓
La mente cerca di comprenderla
↓
Ottiene nuove informazioni
oppure
prende una decisione
oppure
accetta l'incertezza
↓
La Tensione si riduce
Questo è il funzionamento normale della mente.
Ed è importante sottolinearlo.
Il Framework di MessyMind non descrive un cervello che “funziona male”.
Descrive un processo naturale che, nella maggior parte delle situazioni, si conclude in modo efficace.
La domanda interessante diventa quindi un’altra.
Che cosa succede quando questa strategia smette di funzionare e la ricerca della risposta continua a ripetersi senza produrre un reale avanzamento?
Quando una Tensione Cognitiva può trasformarsi in un Loop
A questo punto è importante chiarire uno degli aspetti più delicati dell’intero Framework.
Una Tensione Cognitiva non diventa automaticamente un Loop Mentale.
Anzi.
Nella maggior parte dei casi non succede.
Ogni giorno affrontiamo decine di piccole tensioni.
Aspettiamo una risposta.
Prendiamo una decisione.
Accettiamo di non avere ancora tutte le informazioni.
Poi continuiamo con la nostra giornata.
Il processo termina lì.
Per questo motivo MessyMind considera la Tensione Cognitiva una condizione normale della mente, non un problema da eliminare.
Il Loop compare soltanto in alcune circostanze.
Quando il modo in cui proviamo a ridurre la Tensione smette di essere flessibile e inizia lentamente ad autoalimentarsi.
È una differenza sottile.
Ma è una delle idee centrali dell’intero Framework.
Il problema non è la domanda
Pensiamo a una situazione molto comune.
Invii un messaggio.
L’altra persona non risponde.
All’inizio fai quello che farebbe chiunque.
Aspetti.
Dopo qualche minuto controlli il telefono.
È un comportamento perfettamente normale.
Passa un’altra ora.
Rileggi la conversazione.
Cerchi di capire se hai scritto qualcosa di sbagliato.
Immagini diverse possibili spiegazioni.
Controlli di nuovo il telefono.
Poi ancora.
Che cosa sta succedendo?
Il problema non è il messaggio.
Non è nemmeno il dubbio.
Il problema è che la strategia scelta dalla mente continua a ripetersi senza modificare realmente la situazione.
Ogni controllo promette di ridurre la Tensione.
Ogni controllo produce un sollievo molto breve.
Poi il dubbio ritorna.
E il processo ricomincia.
Quando la strategia diventa rigida
Questo è il punto in cui MessyMind introduce il concetto di Loop Mentale.
Il cervello continua a utilizzare la stessa strategia perché, almeno inizialmente, quella strategia ha funzionato.
Controllare.
Analizzare.
Confrontare.
Ripensare.
Cercare nuove informazioni.
Sono tutti comportamenti che, in molti contesti, sono estremamente utili.
Diventano problematici soltanto quando vengono ripetuti anche dopo aver smesso di produrre un reale avanzamento.
Possiamo rappresentare questo passaggio così.
Tensione Cognitiva
↓
La mente cerca di ridurla
↓
La strategia diventa sempre più rigida
↓
La ricerca continua senza produrre nuovi risultati
↓
Loop Mentale
Il Loop, quindi, non nasce dalla Tensione.
Nasce dal modo in cui la mente continua a cercare di gestire quella Tensione.
Questa distinzione è fondamentale.
Perché sposta l’attenzione dal contenuto del pensiero al processo con cui il pensiero viene mantenuto.
Perché non tutte le persone reagiscono allo stesso modo
Due persone possono vivere la stessa identica situazione.
Entrambe aspettano il risultato di un colloquio.
Entrambe non ricevono ancora una risposta.
La prima pensa.
“Lo saprò quando sarà il momento.”
E torna alle proprie attività.
La seconda controlla continuamente le email.
Ripensa al colloquio.
Immagina decine di scenari.
Cerca continuamente segnali che permettano di capire quale sarà l’esito.
La differenza non è nella situazione.
La Tensione Cognitiva è la stessa.
Ciò che cambia è il modo in cui ciascuna mente prova a ridurla.
Ed è proprio questa osservazione che ha portato MessyMind a costruire il modello dei Loop Mentali).
L’obiettivo del Framework non è eliminare le Tensioni Cognitive.
È riconoscere il momento in cui la strategia utilizzata per gestirle inizia lentamente a trasformarsi in un processo rigido, ripetitivo e autoalimentato.
Il ruolo dell’Overthinking
A questo punto diventa più semplice comprendere anche il ruolo dell’overthinking.
Nel Framework di MessyMind l’overthinking non rappresenta il punto di partenza.
Rappresenta una possibile manifestazione osservabile di un Loop Mentale.
È il momento in cui il pensiero continua a tornare sullo stesso problema nella speranza di trovare una soluzione definitiva.
Può assumere forme molto diverse.
- Ripensare continuamente a una conversazione.
- Analizzare ogni possibile conseguenza di una decisione.
- Cercare nuove informazioni senza mai sentirsi soddisfatti.
- Immaginare scenari futuri sempre diversi.
- Cercare conferme che durano solo pochi minuti.
Il contenuto cambia.
La dinamica rimane sorprendentemente simile.
Per questo motivo MessyMind non definisce l’overthinking come “pensare troppo”.
Il problema non è la quantità di pensiero.
Il problema è la ripetizione di una strategia che non produce più un reale avanzamento nella comprensione del problema.
Il ruolo del Metodo I.R.O.N.I.A.
Se la Tensione Cognitiva è inevitabile e i Loop Mentali rappresentano solo uno dei possibili sviluppi, quale ruolo svolge il Metodo I.R.O.N.I.A.?
La risposta è importante.
Il Metodo non nasce per eliminare le Tensioni Cognitive.
Sarebbe impossibile.
Ogni persona continuerà a incontrare dubbi, decisioni difficili, relazioni complesse e grandi domande.
Il Metodo interviene prima.
Aiuta a riconoscere quando la strategia utilizzata per gestire una Tensione Cognitiva sta diventando rigida e autoalimentata.
L’obiettivo non è smettere di pensare.
L’obiettivo è recuperare flessibilità.
In questo modo diventa possibile continuare a cercare informazioni, prendere decisioni o convivere con una parte di incertezza senza trasformare ogni domanda in un processo ripetitivo.
Domande frequenti
Tutti sperimentano Tensioni Cognitive?
Sì.
Le Tensioni Cognitive fanno parte del normale funzionamento della mente.
Ogni volta che incontriamo qualcosa che non possiamo comprendere, prevedere o controllare completamente, può nascere una Tensione Cognitiva.
Una Tensione Cognitiva è un problema?
No.
Di per sé è una condizione normale e spesso utile.
Stimola l’apprendimento, la ricerca, la creatività e la risoluzione dei problemi.
Diventa interessante solo quando il modo in cui proviamo a gestirla smette di essere flessibile.
Tutte le Tensioni Cognitive diventano Loop Mentali?
No.
La maggior parte si risolve spontaneamente.
Solo alcune, in determinate circostanze, possono trasformarsi in un Loop Mentale.
Una Tensione Cognitiva è la stessa cosa dell’ansia?
No.
L’ansia è un’esperienza emotiva.
La Tensione Cognitiva descrive invece una condizione nella quale esiste una distanza tra ciò che la mente desidera sapere e ciò che può realmente conoscere.
Le due cose possono comparire insieme, ma non coincidono.
Si possono eliminare completamente le Tensioni Cognitive?
Probabilmente no.
E non sarebbe nemmeno desiderabile.
Senza Tensioni Cognitive non esisterebbero la curiosità, la ricerca scientifica, la crescita personale e molte delle decisioni che caratterizzano la vita umana.
Conclusione
La Tensione Cognitiva rappresenta il punto di partenza dell’intero Framework di MessyMind.
È una condizione normale, universale e inevitabile.
Nasce ogni volta che la mente incontra qualcosa che desidera comprendere, prevedere o controllare, ma che non può ancora conoscere completamente.
Nella maggior parte dei casi questa tensione si risolve spontaneamente.
Cerchiamo nuove informazioni.
Prendiamo una decisione.
Accettiamo una parte di incertezza.
E continuiamo il nostro percorso.
Solo in alcune situazioni la strategia utilizzata per ridurre quella tensione diventa sempre più rigida e inizia ad autoalimentarsi.
È in quel momento che il Framework introduce il concetto di Loop Mentale.
Comprendere questa distinzione cambia il modo in cui osserviamo la nostra mente.
Non ci chiediamo più soltanto che cosa stiamo pensando.
Iniziamo a osservare come stiamo cercando di gestire ciò che ancora non conosciamo.
Ed è proprio da questa osservazione che prende avvio il percorso proposto da MessyMind.
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- Perché si ha bisogno di credere in Dio? — quando la ricerca di significato incontra il bisogno di certezza.