I 7 Errori Più Comuni Quando Provi a Capire Cosa Stai Provando

I 7 Errori Più Comuni Quando Provi a Capire Cosa Stai Provando

Scritto da Matteo Ricci il · 5 mins read

I 7 Errori Più Comuni Quando Provi a Capire Cosa Stai Provando

Quando provi a fare la I – Identifica del Metodo I.R.O.N.I.A., spesso non è che il metodo non funzioni: inciampi sempre negli stessi tranelli. Alcuni li ho collezionati io, altri li ho visti ripetersi in chi prova a utilizzare la tecnica senza guardare le note in piccolo.

Quello che segue è una lista schietta dei 7 errori tipici e di come evitarli senza trasformare l’identificazione in un rituale spirituale.

Errore 1 — Confondere pensiero ed emozione

È il classicone.
Nel cornerstone sulla I parlo di PEI: Pensiero – Emozione – Impulso.

L’errore nasce quando dici: “Provo che non piaccio a nessuno” e credi di aver nominato un’emozione.

In realtà:

  • Pensiero → “Non piaccio a nessuno.”
  • Emozione → “Peso allo stomaco, spalle chiuse.”

Se li confondi:

  1. stai ripetendo la trama mentale, non quello che senti;
  2. perdi completamente il corpo.

Io me ne accorgo così: se c’è soggetto + verbo + giudizio, sono già nel film, non nell’emozione.

E allora?

Split secco ogni volta che pensi “sto male”:

  • Pensiero: “Penso che farò schifo alla riunione.”
  • Emozione: “Ansia.”

Due righe, basta.

Errore 2 — Cercare l’etichetta perfetta

Versione mindfulness per perfezionisti:

“Non posso dire tristezza… forse è frustrazione… o risentimento… o vergogna…”

Risultato: non identifichi niente.

Regola d’oro:

Precisione sì. Perfezione mai.

Meglio dire “sono agitato” che cercare la parola esatta per un minuto.

Io ci cascavo spesso: mi sembrava più “evoluto” distinguere quaranta emozioni diverse.
In realtà stavo solo evitando di dire la frase vera: “Ho paura del giudizio.”

E allora?

Per una settimana usa solo 5 etichette:

ansia, rabbia, tristezza, vergogna, stanchezza.

Se non rientra, scegli la più vicina e vai avanti.

Errore 3–7 — Il resto del caos

Errore 3 — Trasformare la I in autopsia emotiva (iperanalisi)

Invece di chiederti “Cosa sto provando?”, parti con:

  • “Perché mi sento così?”
  • “Da dove arriva?”
  • “Che significa rispetto ai miei genitori?”

Dieci minuti dopo non hai identificato nulla, ma hai prodotto una miniserie psicologica che nessuno ti ha chiesto.

L’iperanalisi dà la sensazione di lavorare su di te, ma in realtà ti blocca.

Come evitarlo

La I non è “Perché?”
La I è “Che cosa sto provando adesso?”

Il “perché” è un extra opzionale.

Errore 4 — Giudicare quello che provi prima di nominarlo

Sequenza classica:

  1. senti una stretta;
  2. parte: “Non dovrei agitarmi per queste stupidaggini.”
  3. fine.

Hai saltato l’identificazione.
Stai facendo body-shaming emotivo.

Io lo noto quando penso:
“Non è normale reagire così”, “Sono sempre il solito”, “Dovrei essere più tranquillo”.

Come evitarlo

Prima descrivi.
Poi (se ti serve) giudichi.
Di solito, dopo, non serve più.

Micro-azione

Correggi “Non dovrei sentirmi così” in:
“Mi sto sentendo così, punto.”

Errore 5 — Usare “sto uno schifo” come etichetta jolly

“Sto uno schifo” non è un’emozione.
È un cesto in cui butti tutto:

  • ansia
  • irritazione
  • tristezza
  • frustrazione
  • stanchezza
  • vergogna

Finché è indistinto, non puoi farci nulla.

Come evitarlo

Sostituisci “sto uno schifo” con due parole:

  • uno stato del corpo (teso, vuoto, pesante);
  • un’emozione (ansia, tristezza, rabbia).

Errore 6 — Fare la I solo a posteriori

La capisci perfettamente dopo.
Nel momento vero? Fuori servizio.

Questo succede perché tratti la I come riflessione, non come micro-tecnica da 10 secondi, come spiegato nel cornerstone.

Come evitarlo

Allenati nei micro-scenari:

  • fila alla cassa
  • traffico
  • email neutre

Se aspetti il grande evento emotivo, è già tardi.

Errore 7 — Aspettare di “sentire la cosa giusta” prima di nominare

Versione emotiva di “inizio lunedì”:

  • “Non sono nel mood per identificare.”
  • “Prima mi calmo, poi capisco.”

Se aspetti di essere centrato, la userai tre volte l’anno.

Come evitarlo

La I si fa quando fa schifo, non quando sei già centrato.

Micro-azione finale — La lista secca dei 7 errori

Per una settimana tieni questa lista a portata:

  1. Pensiero ≠ emozione
  2. Niente etichetta perfetta
  3. No autopsia emotiva
  4. No giudizio prima del nome
  5. Vietato “sto uno schifo”
  6. Non solo a posteriori
  7. Non aspettare il momento giusto

Ogni sera barrane uno che hai evitato almeno una volta.

E per integrarlo nel sistema:

  • Cornerstone della I → /mindfulness-ironica/identificare-cosa-accade-dentro-te/
  • Metodo completo → /mindfulness-ironica/metodo-ironia
  • N – Nomina → /mindfulness-ironica/metodo-ironia-nomina

Link al metodo completo: Meotodo I.R.O.N.I.A