Hai un’idea.
Anche buona.
Forse potrebbe aiutare davvero la discussione.
Stai per parlare.
Poi succede qualcosa.
Una frazione di secondo.
“E se sembra una sciocchezza?”
“Forse è già stato detto.”
“Magari non è il momento.”
“Se interrompo faccio una brutta figura.”
Passano pochi secondi.
Qualcun altro propone quasi la stessa identica idea.
E tu resti con quella sensazione familiare.
Non perché non sapessi cosa dire.
Ma perché il tuo cervello ti ha fatto uscire dalla conversazione prima ancora di aprire bocca.
Non è un problema di competenza
Molte persone interpretano questa situazione così:
“Non sono abbastanza sicuro di me.”
Oppure:
“Ho paura di parlare in pubblico.”
A volte è vero.
Molto più spesso, però, succede altro.
Non hai paura di parlare.
Hai paura di come potresti essere giudicato mentre parli.
Ed è una differenza enorme.
Il cervello non valuta soltanto il contenuto del tuo intervento.
Controlla contemporaneamente:
- come potresti sembrare;
- se apparirai competente;
- quanto rischi di esporti;
- come potrebbero reagire gli altri;
- se stai occupando troppo spazio.
Quando succede, smetti di partecipare alla riunione.
Inizi a gestire un rischio sociale.
Il vero protagonista è il Loop del Giudizio
Su MessyMind questo comportamento appartiene al Loop del Giudizio.
La domanda implicita del loop è sempre la stessa:
“Come posso evitare una valutazione negativa?”
L’overthinking arriva dopo.
Prima c’è il tentativo di proteggere la propria immagine.
Il cervello prova ad anticipare ogni possibile critica.
Così inizia a correggere continuamente quello che vorresti dire.
Più cerca la frase perfetta, meno probabilità hai di pronunciarla.
Se vuoi approfondire come funziona questo meccanismo, trovi una guida completa nel Loop del Giudizio.
L’overthinking è il sintomo, non la causa
Molte persone pensano di avere un problema di overthinking.
In realtà l’overthinking è soltanto ciò che succede quando il loop è già partito.
Prima arriva il dubbio.
Poi iniziano le simulazioni mentali.
“Se dicessi così?”
“No, meglio aspettare.”
“Forse è troppo diretto.”
“E se sembrassi arrogante?”
Ogni simulazione promette di ridurre il rischio.
In pratica aumenta solo il tempo passato dentro la tua testa.
Per questo su MessyMind l’overthinking non è trattato come la causa del problema.
È il sintomo cognitivo prodotto dal loop.
L’autocensura è una strategia di protezione
Tacere dà un sollievo immediato.
Non parli.
Nessuno può criticarti.
Nessuno può contraddirti.
Nessuno può pensare che tu abbia detto qualcosa di sbagliato.
Per il cervello sembra un successo.
Ha evitato il rischio.
Il problema è che registra anche un’altra informazione.
“Restare in silenzio ci ha protetti.”
Così la volta successiva il filtro parte ancora prima.
Non perché tu sia meno capace.
Perché il comportamento è stato rinforzato.
Il perfezionismo sociale ti fa perdere il momento
Molte persone che si censurano non sono timide.
Sono estremamente attente.
Vorrebbero intervenire nel modo giusto.
Con il tono giusto.
Nel momento giusto.
Con le parole giuste.
Ma una riunione non è un esame orale.
Le conversazioni reali sono imprecise.
Le persone si interrompono.
Cambiano idea.
Correggono quello che hanno appena detto.
Se aspetti la frase perfetta, spesso il momento è già passato.
Ed è così che il Loop del Giudizio alimenta altro overthinking.
Il monitoraggio continuo consuma energia
A un certo punto succede qualcosa di quasi invisibile.
Non stai più ascoltando la riunione.
Stai ascoltando te stesso.
Una parte della tua attenzione segue la conversazione.
L’altra controlla continuamente:
- come stai parlando;
- come vieni percepito;
- se il tono è corretto;
- se qualcuno ha reagito male.
Questa doppia elaborazione è estremamente costosa.
Non perché parlare sia difficile.
Ma perché stai facendo due lavori contemporaneamente.
Uno è partecipare.
L’altro è sorvegliare continuamente la tua immagine.
Il comportamento rinforza il loop
Ogni volta che rinunci a intervenire succedono due cose.
La prima è visibile.
La riunione va avanti senza il tuo contributo.
La seconda è invisibile.
Il cervello conclude che tacere è stata la scelta giusta.
Il ragionamento è semplice:
- mi sono esposto meno;
- ho evitato una possibile figuraccia;
- quindi questa strategia funziona.
È proprio questo sollievo immediato a mantenere vivo il Loop del Giudizio.
Meno ti esponi.
Meno ricevi feedback reali.
E più il cervello continua a immaginare scenari negativi.
Non è solo la riunione
Lo stesso meccanismo compare in molte altre situazioni.
Per esempio quando:
- riscrivi più volte una mail prima di inviarla;
- cancelli e riscrivi continuamente un messaggio;
- continui a ripensare a quello che hai detto dopo una conversazione;
- eviti di fare una domanda per paura che sembri banale.
Sono comportamenti diversi.
Ma spesso nascono dalla stessa domanda:
“Come posso evitare di essere giudicato?”
Per questo vale la pena osservare il loop, non il singolo episodio.
Dove puoi interrompere il ciclo
Non è necessario diventare più estroverso.
Non serve convincerti che il giudizio degli altri non conta.
Il punto è riconoscere il momento in cui il cervello smette di partecipare e inizia a controllare continuamente la tua immagine.
È qui che può entrare il Metodo I.R.O.N.I.A.
Per esempio.
Identifica
Accorgiti del momento in cui compare il monitoraggio.
Non stai più pensando a cosa vuoi dire.
Stai pensando a come apparirai.
Ridimensiona
Chiediti:
“Sto evitando un rischio reale o uno immaginato?”
Molto spesso stai cercando di prevenire una critica che non è ancora successa.
Osserva
Nota cosa succede nel corpo.
Mandibola contratta.
Spalle rigide.
Respiro corto.
Questi segnali spesso arrivano prima ancora del pensiero.
Nomina
Dai un nome a quello che sta succedendo.
Non è prudenza.
Non è preparazione.
È il Loop del Giudizio.
Interrompi
Non cercare la frase perfetta.
Lascia andare una parte del controllo.
Agisci
Intervieni.
Anche se la frase non è perfetta.
Anche se senti ancora un po’ di tensione.
L’obiettivo non è eliminare il disagio.
È impedire che sia lui a decidere al posto tuo.
Non devi dire tutto
Essere autentici non significa parlare continuamente.
Significa poter scegliere.
A volte parlerai.
A volte resterai in silenzio.
La differenza è che il silenzio non nascerà più dalla paura di essere giudicato.
Nascerà da una decisione.
Ed è molto diverso.
La vera fatica arriva dopo
Molte persone escono da una riunione convinte di essere stanche per il lavoro.
In realtà sono stanche per tutto quello che hanno trattenuto.
Le frasi cancellate.
Le simulazioni mentali.
Le autocorrezioni.
Le interpretazioni.
Le possibili reazioni degli altri.
È un consumo cognitivo invisibile.
Ed è uno dei motivi per cui alcune riunioni svuotano anche quando hai parlato pochissimo.
Cosa leggere adesso
Se questo comportamento ti è familiare, probabilmente può esserti utile approfondire anche:
- Loop del Giudizio, per capire come nasce il bisogno di proteggere continuamente la tua immagine.
- Overthinking: il vero problema non è pensare troppo, per vedere perché l’overthinking è un sintomo e non la causa.
- Metodo I.R.O.N.I.A., per imparare a interrompere il loop prima che diventi comportamento automatico.
- Perché ripensi a quello che hai scritto o detto, se dopo ogni conversazione continui ad analizzare ogni dettaglio.
- Perché sembrare sempre professionali ti stanca, se senti di dover controllare continuamente il modo in cui appari al lavoro.
Alla fine, il problema non è trovare sempre la frase perfetta.
È smettere di vivere ogni intervento come un esame.
Quando il Loop del Giudizio perde forza, non diventi improvvisamente più sicuro.
Diventi semplicemente più presente nella conversazione.
E spesso è proprio questo che permette di dire quello che avevi già in mente fin dall’inizio.
- Perché mi blocco nelle riunioni anche quando conosco l'argomento?
- Spesso il problema non è la competenza, ma il loop del giudizio: il cervello monitora continuamente come potresti essere percepito dagli altri.
- Perché ripenso per ore a quello che ho detto durante una riunione?
- Perché il loop del giudizio continua anche dopo la conversazione, cercando di verificare se hai dato un'impressione negativa.
- Come posso smettere di censurarmi al lavoro?
- Il primo passo è riconoscere il momento in cui smetti di partecipare alla conversazione e inizi invece a controllare la tua immagine.